Quelle storie che non vorresti mai ascoltare

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Questa mattina ascoltando la radio ho sentito storie pazzesche, ho sentito numeri impressionanti: le storie raccontavano di violenza, di omicidi sulle donne, i numeri corrispondevano alle donne che ad oggi avevano subito violenza o addirittura non ci sono più a causa di questa violenza.

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne ed io come donna e come mamma di un figlio maschio mi sento doppiamente presa in causa. Qualche tempo fa scrissi proprio un post dedicato alla responsabilità di crescere un figlio maschio che ad oggi, constatando gli uomini che ci circondano, è stata un po’ troppo sottovalutata.

Le donne non sono più quelle di una volta, ma in fondo siamo sempre e comunque Donne: siamo forti, indipendenti e battagliere, ma amiamo essere corteggiate, protette e coccolare. Ma non abbiamo bisogno dell’uomo padrone, non abbiamo bisogno di un uomo che ci schiacci, ci calpesti, ci sottometta.

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C’è chi dice che siamo il sesso debole, ma forse lo siamo solo fisicamente se messe su un ring e addirittura non per tutte. Col cavolo (per usare un eufemismo) siamo il sesso debole: menti eccelse, multitasking, in grado di gestire casa, lavoro, famiglia e hobby, di prendersi cura di se e degli altri, in grado di stare in piedi dopo notti insonni, capaci di sfoderare il loro migliore sorriso nonostante la tristezza o la stanchezza, sempre in gioco, sempre in campo anche con 39 di febbre.

Ma la cosa che al di sopra di tutto dovremmo essere in grado di comprendere dovrebbe essere che siamo tutti esseri umani sotto questo cielo, che siamo liberi tutti di dire si oppure no, che abbiamo tutti il diritto di essere felici e che nessuno può portarci via la dignità.

Voglio insegnare a mio figlio il rispetto per ogni essere vivente che sia uomo o donna, voglio insegnargli ad amare, a confrontarsi, ad imparare, a cercare sempre e solo il bello e a farlo suo, voglio insegnargli a corteggiare, a regalare fiori, a coccolare, a proteggere, ma anche a lasciare andare, voglio insegnargli a saper incassare un NO, a mettere una pietra sopra al dolore, alla delusione, al tradimento, voglio insegnargli ad essere un UOMO quelli che hanno coraggio, quelli forti e sensibili, quelli galanti ma non sdolcinati, quelli sicuri, ma non arroganti, quelli come mio marito, che ho avuto la grande grandissima fortuna di incontrare, quelli che non ne esistono più, forse.

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Francesca Fossali
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2 Discussion to this post

  1. Ssoana scrive:

    Eh già… anch’io sogno in figlio così! Sono stata fortunata di essere cresciuto da un padre così e trovare un compagno così… sperò che la fortuna vada avanti così ❤️
    Bellissimo articolo!

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