AIUTO! Come scrivere un buon CV? – Parte 2

Come scrivere un buon CV

Ed eccoci qui con la seconda ed ultima parte di: “Come scrivere un buon CV?”

Per chi si fosse perso la prima parte consiglio ovviamente di iniziare a leggere quella e vi lascio direttamente il link all’ articolo sul blog.

“Come scrivere un buon CV? Parte 1”

Per chi invece ha già letto la prima parte iniziamo con la seconda!

Prima però facciamo un attimo il punto: nella prima parte abbiamo trattato tutti quegli aspetti legati soprattutto alla grafica ed alla impostazione strutturale del CV perché sono aspetti che molto spesso non vengono considerati con la dovuta importanza.

Quanti di voi leggendo quelle tips e riprendendo il proprio CV si sono accorti che forse c’era qualche punto da sistemare?

Oggi invece entriamo nel cuore del nostro CV, nei suoi contenuti e la domanda che dobbiamo continuare a porci è:

“Come scrivere  un buon CV”

Le macro aree del CV

In primis direi che possiamo suddividere il nostro Curriculum in macro aree e nello specifico:

  1. Dati anagrafici
  2. Esperienze lavorative
  3. Titoli di studio
  4. Conoscenze informatiche e linguistiche
  5. Attività extracurriculari ed interessi

Esaminiamo insieme i punti uno ad uno su Come scrivere un buon CV:

  • Dati Anagrafici

Lo so… è assurdo dover entrare nel merito di un paragrafo simile ma vi assicuro che è necessario (parlo sempre per esperienza in base alle centinaia di curricula visti sino ad oggi).

Indicate sempre data e luogo di nascita (per noi in Italia è ancora una informazione ritenuta rilevante. Discorso diverso sarebbe per un curriculum da inviare all’estero).

Controllate benissimo i recapiti telefonici che inserite e specificate sempre se avete un indirizzo di domicilio diverso da quello che avete indicato come residenza.

Questione mail: mi raccomando inserite un indirizzo mail che sia “serio”. Se avete mail tipo stellina.93@gmail.com o annina@hotmail.it o happyme@libero.it Vi prego: aprite un indirizzo di posta diverso in cui scrivete solo nome.cognome e che utilizzerete per le vostre questioni lavorative.

  • Esperienze lavorative

Iniziate sempre descrivendo l’ultima posizione ricoperta e poi andate a ritroso. Quale la ratio alla base di ciò?

È molto probabile che con il passare del tempo ricopriate posizioni “superiori” che in parte inglobano quelle che avete ricoperto in passato quindi, tendenzialmente, di norma, l’ultima posizione ricoperta è quella più completa. In caso non fosse così vige comunque sempre il criterio logico di valorizzare l’ultima esperienza in termini temporali.

Cosa dovete scrivere quando descrivete le vostre esperienze lavorative?

In primis inserite tutte le informazioni necessarie per identificare l’azienda presso la quale avete lavorato (ragione sociale, indirizzo e vostra sede di lavoro in caso di aziende pluri-localizzate).

Poi specificate il vostro ruolo aziendale in modo preciso ed in seguito entrate nel merito delle attività svolte.

Specificate sempre tutto molto bene, entrate nel dettaglio: non scrivete semplicemente che “tenete la contabilità” di una impresa di 10 dipendenti. Elencate le attività che mensilmente svolgete senza ovviamente farne una sorta di “elenco della spesa” ma evidenziato il processo delle attività da voi seguite.

Da queste descrizioni il selezionatore deve arrivare a capire quali competenze avete e quali avete maturato con il tempo. Se la vostra posizione lavora su obiettivi specificatelo. Ad esempio, se siete un commerciale e nell’ultimo trimestre del precedente anno avete raggiunto i livelli di vendita previsti nel budget previsionale precisatelo. Non dilungatevi troppo ma non siate neanche eccessivamente sintetici.

Una precisazione: non perdete troppo tempo invece a descrivere attività e ruoli ricoperti molti anni addietro. Se ad esempio vi siete laureati 15 anni fa è inutile soffermarsi a descrivere in dettaglio la vostra prima esperienza lavorativa post laurea ma basterà accennarla.

  • Titoli di Studio

In questa macro-area una domanda che mi viene posta spesso è: “devo inserire o no il voto di diploma o il voto di laurea/master etc?”. La risposta in linea di massima è che, se vi siete appena diplomati o laureati allora si, inseritelo. In caso contrario, se sono trascorsi ormai anni, allora non è più una informazione di particolare rilievo.

  •  Conoscenze informatiche e linguistiche

Premessa doverosa: vi consiglio vivamente di non “barare” e di dare un giudizio assolutamente oggettivo alle vostre conoscenze in merito.

Se avete ottenuto delle certificazioni internazionali specificatelo altrimenti date una valutazione oggettiva della vostra conoscenza: base / intermedia / avanzata.

  • Attività extra-curriculari ed interessi

Quest’area va interpretata nel modo corretto e non va sottovalutata perché racchiude, a mio parere, tutto il mondo delle soft skill di cui tanto si sente parlare in giro.

In primis: cosa sono le soft skill?

Le soft skill raggruppano tutte quelle competenze trasversali che identificano alcuni aspetti caratteriali ed attitudinali del singolo soggetto. Sono quelle competenze che, in parte, descrivono il Vostro modo di reagire agli avvenimenti, il Vostro modo di porVi nei confronti degli altri, il senso critico sviluppato, la capacità di reazione etc

Non sono caratteristiche univoche ed uguali per tutti ma riflettono ovviamente il Vostro carattere ed il Vostro vissuto personale e lavorativo. Per il selezionatore è importante arrivare ad inquadrare, almeno in parte, alcuni aspetti del vostro carattere e del vostro potenziale in modo tale da stilare un profilo completo.

Ed ecco che è proprio in questo ambito di compilazione del CV che, a mio parere, si fanno gli errori più grossolani. Ho visto tantissimi CV tutti uguali che riportano le diciture: “Amo lavorare in gruppo” “Ottima attitudine al problem solving” “grandi doti di leadership” etc.

Ora poniamoci una domanda: su che base stiamo formulando questi giudizi su noi stessi? Abbiamo fatto dei test specifici in cui sono emerse queste attitudini? O stiamo esprimendo un nostro parere assolutamente autoreferenziale?

Questo per farvi capire che, personalmente, ritengo inutili gli elenchi con le frasi di cui sopra. Molto meglio, a mio parere, fornire dettagli veri sui vostri interessi extra-lavorativi e sulla vostra vita che permettano a chi vi seleziona di farsi una idea concreta del vostro “essere”.

Mi spiego meglio: se giocate da anni in una squadra di pallavolo, se fate nuoto a livello agonistico, se fate volontariato nelle case famiglia, se avete un passato da scout, se siete esperti di fotografia, se scrivete su un vostro blog, se amate girare il mondo etc etc etc… beh ditelo! Scrivetelo! Non abbiate timore!

È da questi dettagli (che poi sicuramente saranno approfonditi in sede di colloquio) che si capisce se avete spirito di gruppo, se avete doti di leader, se avete senso critico e così via.

 

Come scrivere un buon CV

Terminiamo infine questa seconda parte di “Come scrivere un buon CV?” con alcune precisazioni di carattere generale:

  • Lettera di presentazione:

    è importate? Serve sempre? Sicuramente è importante e potrebbe fare la differenza ma solo se non create una lettera standard da inviare indistintamente a tutti. Al contrario, se avete raccolto bene le informazioni sulla società sul suo sito internet, se avete ben chiaro a chi indirizzare la lettera in termini di posizione organizzativa e se avete oggettivamente delle motivazioni valide da esporre per le quali dovrebbero scegliere voi per quella posizione, allora sì: scrivete una lettera di presentazione che sia unica e che vi rappresenti al 100%.

  • Buchi temporali nel CV:

    può capitare che uno abbia deciso di prendersi magari un anno sabbatico per girare il mondo, oppure che abbia intrapreso un percorso che poi non ha più continuato o altro. In questo caso, non inventate nulla. Lasciate il “buco temporale” nel vostro CV e sarà il selezionatore, nel caso, a porvi domande dirette su questo (quindi ovviamente pensate già a come raccontarvi in fase di colloquio).

  • Immagine sui social:

    mi rendo conto che una tematica delicata ma al giorno d’oggi se si vivono i social è difficile “non lasciare tracce” anche se avete impostato bene privacy e quant’altro. Premesso questo, è sempre più frequente che i selezionatori prima di chiamarvi in colloquio vadano a vedere se siete presenti sulle varie piattaforme social e come le vivete. Questo non vuol dire che non potete vivere in tranquillità questa parentesi della quotidianità che spesso è completamente svincolata dall’ambito lavorativo e nessuno è qui per emettere giudizi. Quello che vi consiglio però è di controllare sempre di avere dei profili social che siano in linea con il vostro modo di essere.

  •  Aspetti retributivi:

    personalmente non inserirei la vostra RAL attuale o la vostra richiesta retributiva nel CV. Credo che siano argomenti che vadano affrontati al momento giusto in sede di colloquio.

Con questi ultimi punti credo di aver esaurito, per linee sommarie, l’argomento “Come scrivere un buon CV”, ma nel caso abbiate ancora dubbi… sono qui!

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