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Silvia Ferrero

Nell’immaginario collettivo occidentale tutti i bambini dovrebbero stare tranquilli, non disturbare, stare fermi, dormire da subito tutta la notte e terminare ciò che hanno nel piatto. Una cultura basata più sull’immagine che sul sentimento, che spesso confonde i bisogni del bambino e del genitore come vizi. Tra questi vi è il bisogno di contatto mamma bambino: vizio o bisogno fisiologico? Spesso viene etichettato come possibile vizio che un bambino può prendere, mentre in realtà altro non è che un bisogno fisiologico del bambino stesso.

Mamma, mamma, perché vai a lavorare?? “…I bambini delle mamme che lavorano quando la porta si apre e vedono la mamma corrono super veloce, saltano super in alto e stringono super forte la loro mamma.  I bambini delle mamme che lavorano sono coraggiosi come i supereroi.­ Le mamme che lavorano quando aprono la porta e vedono il loro bambino corrono super veloce, si accovacciano super in basso e stringono super forte il ­loro bambino. Le mamme che lavorano sono coraggiose come i supereroi.”   Ho preso in prestito alcune parole dello scritto di Amelia Tipaldi

Due tacchette e la tua vita cambia. Il test di gravidanza concretizza un pensiero. Quando si scopre di aspettare un bambino si provano un insieme di emozioni contrastanti: amore, felicità, paura, stupore, ansia, gioia. Mille domande e mille pensieri si fanno largo nella mente. Che sia stato cercato o sia capitato, quel fagiolino che si sta facendo largo dentro di noi è capace di sconvolgere la vita fin dai primi istanti di “convivenza”. Aspetto un bambino, e adesso?