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PSICOLOGIA

Alcuni giorni fa sono stati condivisi sui social alcuni articoli sul tema della positività: ne davano una lettura in chiave negativa, quasi come il dovere ossessivo e patologico dell’essere positivi a tutti i costi. Questo mi ha portato a riflettere su cosa è la positività, su cosa vuol dire essere positivi e sul perché in questi ultimi tempi, in effetti, se ne parla molto e con un’abbondanza di testi motivazionali e di frasi positive.

Pur di non fermarsi mai spesso tendiamo a riempire la giornata di impegni e attività. Saltiamo da un posto all’altro e da un ruolo all’altro (figlia, mamma, moglie…) senza mai fermarci e chiederci: cosa fare per prendersi cura di se stesse? Io di cosa ho bisogno?

  Figlio di pancia, figlio di cuore. In entrambi in casi l’attesa del bambino è un percorso, un viaggio all’interno della propria storia e della propria persona. Durante una gravidanza si aspettano 9 mesi e si abbraccia il proprio bambino; nel caso dell’adozione i tempi sono più lunghi.

Questa primavera ho fatto un viaggio, a dir poco stupendo, nel magico Giappone. Oltre alle mille meraviglie di questo paese mi è capitato di vedere diverse famiglie che giravano  con bimbi piccoli. Li vedevo in fascia, nel passeggino o intenti nel fare scalini mano nella mano alla mamma o al papà. Mi è capitato di parlare con i genitori, entusiasti di vivere questa esperienza con i propri figli. Così ho pensato di raccontarvi perchè viaggiare con un bambino piccolo dal punto vista psicologico.

Nell’immaginario collettivo occidentale tutti i bambini dovrebbero stare tranquilli, non disturbare, stare fermi, dormire da subito tutta la notte e terminare ciò che hanno nel piatto. Una cultura basata più sull’immagine che sul sentimento, che spesso confonde i bisogni del bambino e del genitore come vizi. Tra questi vi è il bisogno di contatto mamma bambino: vizio o bisogno fisiologico? Spesso viene etichettato come possibile vizio che un bambino può prendere, mentre in realtà altro non è che un bisogno fisiologico del bambino stesso.

“Ho paura”, “sono felice”, “sono arrabbiata”, “sono gelosa”: frasi comuni che ognuna di noi ha pronunciato migliaia di volte nella propria vita. Esprimono emozioni, sensazioni, stati d’animo che ci accompagnano per tutto il corso della nostra vita: dai primissimi momenti di vita all’età adulta le emozioni non ci abbandonano mai. Solo in situazioni di grave sofferenza le emozioni sembrano scomparire: ad esempio durante le depressioni molto forti le persone descrivono un’assenza di emozioni. Paura, gioia, felicità, disgusto e rabbia: le 5 emozioni fondamentali che abbiamo imparato a conoscere ancora meglio

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