Come ridurre il consumo di plastica: 5 suggerimenti per la tua quotidianità!

Come ridurre il consumo di plastica

Il 2019 è stato probabilmente l’anno in cui tutti noi ci siamo resi conto che il nostro modo di vivere sta avendo un enorme e gravissimo impatto sul nostro pianeta e abbiamo capito che dobbiamo ridurre il consumo di plastica.

Grazie agli interventi sempre più frequenti di Greta Tumberg, nei quali questa ragazzina adolescente chiede ai grandi capi che governano di agire ora per poter garantire ai nostri figli e nipoti un futuro su questa Terra, al motto di “THERE’S NO PLANET B!“, grazie alle diverse campagne di sensibilizzazione che moltissime multinazionali stanno attuando per fronteggiare il “problema plastica”, e grazie soprattutto al cambiamento di abitudini che molti di noi stanno cercando di compiere ogni singolo giorno per rendere il proprio stile di vita più sostenibile possiamo tutti prendere consapevolezza che i nostri gesti possono davvero fare la differenza. Si ma come?

COME OGNUNO DI NOI PUO’ CAMBIARE LE PROPRIE ABITUDINI?

Nella vita di tutti i giorni siamo molto spesso vittime delle abitudini che nel corso del tempo ci fanno sentire sicuri ma ci avviluppano in percorsi che scopriamo poi non essere quello che avevamo previsto! Vi capita mai di pensare che vorreste cambiare alcuni aspetti delle vostre giornate o del vostro modo di vivere ma non avete il coraggio di prendere in mano la situazione?

Ora, io non ho le risposte alle domande esistenziali, ma posso dirvi che le abitudini SI POSSONO CAMBIARE! Certo, servono costanza impegno e pazienza, ma si può fare! Vediamo insieme alcuni suggerimenti pratici da poter mettere in pratica ogni giorno che vi aiuteranno a cambiare le vostre abitudini e a rendervi più consapevoli del vostro impatto sull’ecosistema e soprattutto a maturare un atteggiamento più attento e sostenibile.

RIDURRE LA PLASTICA PER UN FUTURO SOSTENIBILE

La plastica è senza ombra di dubbio uno degli elementi più inquinanti che il genere umano abbia mai inventato. Se negli anni passati questo problema non era percepito come reale e impattante, oggi invece si cerca di correre ai ripari per arginare l’inquinamento dovuto proprio al sovra consumo di tutte le materie plastiche e derivati che stanno causando disastri nei mari e negli oceani, stanno intaccando interi eco sistemi e stanno sterminando moltissimi esseri viventi.

La produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali. Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Se non si dovesse agire per invertire la tendenza proseguendo con i trend attuali (Business As Usual, fare come se niente fosse) gli oceani potranno avere nel 2025 una proporzione di una tonnellate di plastica per ogni 3 tonnellate. di pesce mentre nel 2050 avremo, in peso, negli oceani del mondo più plastica che pesci. (fonte WWF ITALIA)

Vi consiglio di leggere questo articolo di WWF ITALIA, per rendervi conto del vero disastro causato dalla plastica nei mari.

Leggi anche -> L’impatto ambientale della plastica, la produzione e lo smaltimento.

Come ridurre il consumo di plastica: 5 suggerimenti per la tua quotidianità!

Il primissimo modo per cambiare le proprie abitudini a mio avviso è rendersi conto di quali siano le proprie abitudini da cambiare! Suona strano? Credo fermamente che la prima azione da fare in ogni campo sia prendere consapevolezza dei nostri gesti, per cui semplicemente:

Fermiamoci e osserviamo la nostra casa, il nostro ufficio o il nostro posto di lavoro, insomma il luogo in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo e cerchiamo di cogliere tutto quello che vorremmo cambiare, facciamo una piccola lista e spuntiamo le voci che siamo disposte a modificare.

1 RIDURRE IL CONSUMO DI BOTTIGLIE DI PLASTICA 

Vi racconto la mia esperienza personale: dieci anni fa mi sono trasferita dall’hinterland di Milano in Brianza, vivo ora in un piccolo paese immerso nel verde e nella natura. Una delle primissime cose che ho notato è stato che quando al mattino mettevo a bollire l’acqua del rubinetto per preparare il thè non si formava la crosticina in superficie come quando vivevo in città, dall’osservazione di quel semplice atto ho capito che non avrei più avuto bisogno di acquistare bottiglie di acqua. Sono dieci anni che io e la mia famiglia viviamo senza acquistare acqua in bottiglie di plastica. –> Ridurre il consumo di bottiglie di plastica: SI PUO’ FARE. 

Io ho acquistato una bella brocca in vetro di Flaska e sono anni che la curo con amore, la riempio diverse volte al giorno a seconda anche di quanta acqua consumo se sono da sola o siamo in famiglia e oltre ad essere molto pratica è anche bella da presentare in tavola se abbiamo ospiti.

Non vi piace l’acqua del rubinetto?

La soluzione potrebbe essere quella di preferire acqua in bottiglia di vetro, le recapitano anche a casa comodamente, oppure recarsi alle “Case dell’acqua” che adesso stanno diventando sempre più comuni in tutta la nostra penisola, qui ad esempio trovi la mappatura degli erogatori di acqua nella città di Milano.

Noi italiani purtroppo siamo i maggiori consumatori di bottiglie di plastica, se fate caso nei vari supermercati l’offerta di bottiglie in vetro è davvero minima e tutte le grandi aziende di acque minerali non propongono al consumatore una linea in vetro come sostituzione della plastica.

Leggi anche -> Acqua Minerale: 10 cose da fare per dire stop alle bottiglie di plastica.

Cosa possiamo fare quando siamo fuori casa?

Per il ridurre il consumo di plastica possiamo utilizzare delle borracce termiche in acciaio che riempiremo all’occorrenza. Non ho mai visto così tante borracce in vendita come nel corso di questo ultimo anno, e sono felicissima di osservare tantissime persone che le utilizzano davvero nella propria quotidianità: bambini, studenti e adulti che di tanto in tanto estraggono la borraccia da zaini e borse e fanno un sorso per poi cercare una fontanella dove rabboccarla.

Lo sapete che esiste un sito e una app che vi permettono di sapere dove trovare una fontanella di acqua potabile a cui recarvi per riempire la vostra borraccia?

Leggi anche -> Come e quando pulire le borracce 

2 UNA SPESA GREEN E SENZA PLASTICA: STOP ALLE BORSE USA E GETTA ed EVVIVA LO SFUSO!

Sono ormai due anni che è entrato in vigore un Decreto di Legge che ha disposto il divieto di utilizzo di borse di plastica nei vari esercizi commerciali a favore di borse monouso in materiale biodegradabile.

Il DL 91/2017 (convertito in L. n. 123/2017) discende da disposizioni comunitarie volte a limitare l’impatto della plastica sull’ambiente, le quali richiedevano agli Stati membri l’adozione di alcune misure volte a ridurre l’utilizzo e la commercializzazione dei sacchetti di plastica.
Si ricorda che tale normativa è rivolta esclusivamente alle “borse di plastica” per tali intendendosi le borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218 lett. dd bis come modificato dal DL 91/2017).

Ma noi consumatori abbiamo la possibilità di fare un ulteriore passo in avanti per essere più attenti e rispettosi dell’ambiente: invece che riempirci di sacchetti monouso in materiale biodegradabile possiamo utilizzare borse di tessuto, sacchetti in rete o cassette di legno a seconda della spesa che dobbiamo fare. Io ho sempre almeno una o due shopper in tela leggera ben piegate in borsa che uso per tantissimi acquisti, sia se devo fare una spesa alimentare che una spesa in altri negozi, spesso rifiuto le borse che vogliono darmi le commesse perché ho già il mio sacchetto portato da casa.

Sempre in ambito di spesa green: possiamo acquistare alimenti sfusi prediligendoli a quelli imballati anche singolarmente! Anche se viviamo in città e magari non abbiamo la possibilità di acquistare frutta e verdura direttamente in azienda agricola o dal contadino, possiamo recarci al banco del nostro supermercato e scegliere gli alimenti sfusi invece che tutti quelli preconfezionati come ad esempio le insalate: in busta sono indubbiamente pratiche ma costano molto di più e hanno una vita molto ma molto più breve di un cespo scelto sfuso.

Esistono diversi negozi in tutta Italia che ci permettono di fare acquisti sfusi, esempi pratici sono Negozio Leggero, forse una delle prime realtà sfuse nata, piccole botteghe sparse per tutto il territorio, come La Bottega Sfusa, che propongono prodotti alimentari sfusi come paste, risi, cereali di diverso tipo, legumi, farine, biscotti fino a prodotti per la cura personale, detersivi e molto altro. Per trovare il negozio sfuso più vicino a te ti consiglio di consultare questo sito.

3 RIDURRE I MATERIALI “USA E GETTA”!

Forse questo punto è il più ostico, me ne rendo perfettamente conto ma come vi ho scritto prima SI PUO’ FARE! Possiamo ridurre il consumo di plastica riducendo l’utilizzo di tutti gli oggetti usa e getta che da sempre fanno parte delle nostre abitudini, ovviamente va’ fatto in modo graduale!

 

Piatti, Biccheri e posate

Pensiamo a quando facciamo una festa per bambini! La nostra prima idea è quella di acquistare un considerevole numero di piatti, bicchieri e posate di plastica, se non consideriamo la tovaglia e tutti gli altri oggetti che potrebbero servire per rendere pratica la festa. Possiamo sostituirli con gli equivalenti biodegradabili fino a che i bimbi sono particolarmente piccoli e vivaci, per poi optare per dei normali piatti e bicchieri che finiranno direttamente in lavapiatti una volta utilizzati.

Le cannucce ci servono davvero o ne possiamo fare a meno?

Usciamo a bere qualcosa con le amiche? Non è necessario che nel nostro bicchiere compaia davvero una cannuccia di plastica che magari non useremo nemmeno, possiamo chiedere al barista o alla cameriera di non metterci la cannuccia! Certo sappiamo che poi la useranno per un altro cliente ma noi sapremo di aver fatto un #ecologesto anche fuori casa! Se proprio non possiamo vivere senza cannucce allora esistono le alternative in bamboo o in acciaio, io personalmente non ne sento il bisogno e non le ho mai acquistate, ho insegnato al mio bimbo a bere senza e per quanto divertente sia fare le bolle nel bicchiere con la cannuccia possiamo divertirci in altro modo! 😉

Leggi anche -> Dal 2021 banditi piatti, posate e cannucce di plastica

Green Beauty

Siamo delle beauty addicted? Benissimo, abbiamo campo libero per sperimentare nuovi prodotti eco e green che faranno benissimo alla nostra skin care come i dischetti struccanti lavabili in cotone! Ne esistono di diverse tipologie, si possono acquistare online oppure nei negozi di prodotti biologici come NaturaSì o nelle botteghe sfuse che vi ho suggerito sopra. 
Sono comodi, pratici e consentono di risparmiare notevolmente sia a livello economico sia a livello ambientale, soprattutto se pensiamo che esistono ancora tantissime persone che purtroppo e spero solo per mancanza di corretta informazione gettano i dischetti nel water.

Allo stesso modo esistono i cotton fioc biodegradabili e gli assorbenti lavabili, ma se questi ultimi non vi attraggono potete sempre pensare di utilizzare la coppetta mestruale, un acquisto che ammortizzerete per molti anni!

In ultimo per la nostra igiene orale possiamo sostituire il classico spazzolino da denti con uno elettrico, che ci consentirà di avere un solo strumento a cui cambiare le testine e quindi ci accompagnerà per tanto tempo, oppure scegliere l’alternativa ancora più sostenibile ovvero lo spazzolino in bamboo.

4 PLASTICA ALIMENTARE E ALTERNATIVE

Affrontiamo adesso il momento in cui ci trasformiamo in cuoche provette e ci mettiamo ai fornelli! Abbiamo fatto la nostra spesa green e nel tempo abbiamo imparato a non acquistare alimenti confezionati nella plastica preferendo lo sfuso, abbiamo imparato a conservare i nostri alimenti nei vasi di vetro invece che in sacchetti di plastica mono uso. Ora dopo aver cucinato e aver preparato le basi o qualche scorta per la nostra settimana dobbiamo conservare il frutto del nostro lavoro!

Usiamo forse kilometri di pellicola? No, non è necessario! Per ridurre il consumo di plastica in cucina possiamo tranquillamente utilizzare contenitori di vetro per conservare i nostri cibi in frigorifero, ne esistono in commercio di bellissimi e molto pratici, sono comodi da pulire e si sterilizzano in lavapiatti facilmente.

Una valida alternativa alla pellicola alimentare sono i fogli in cera d’ape che stanno mano a mano diventano più comuni anche da noi!

Sono pratici e igienici, si utilizzano a diretto contatto con l’alimento e possono essere riutilizzati un’infinità di volte, ne esistono di diverse dimensioni, comodi kit con i vari formati oppure potete acquistare solo il formato che più si adatta alle vostre esigenze.

E per nostri pranzi fuori casa? I contenitori in vetro sono validi anche da portare in ufficio, hanno un peso maggiore ma li possiamo conservare dove vogliamo, come alternativa esiste sempre il bamboo che ci consente di conservare i nostri pranzi in modo pratico e sono leggeri da portare in giro.

--> potrebbe anche interessarti: "5 idee pratiche per una cucina sostenibile"

5 BE GREEN, WEAR GREEN: ELIMINA LA PLASTICA DAL TUO GUARDAROBA

L’ultimo consiglio che condivido con tutte voi per il ridurre il consumo di plastica riguarda il magico mondo dello shopping! Non allarmatevi, non vengo a frugare nei vostri armadi, ma vorrei solo che insieme ci soffermassimo a pensare “E se forse io non avessi bisogno di acquistare altri vestiti?

Per cercare di ridurre il più possibile il consumo di plastica dobbiamo iniziare a leggere bene anche le etichette dei capi di abbigliamento che con tanta facilità entrano nelle nostre case e che indossiamo ogni giorno.

Uno dei settori maggiormente inquinanti dopo quello agro alimentare degli allevamenti intensivi è il mondo della cosiddetta FAST FASHION, ovvero l’industria della moda usa e getta. Tutte le grandi catene di vestiti a poco prezzo sono quelle che sfruttano in modo inumano i propri lavoratori, utilizzano materie prime di infimo livello e soprattutto propongono al consumatore finale un modello di acquisto facile e veloce che permette di cambiare la “collezione” una volta alla settimana!

La maggior parte dei capi prodotti da queste grandi catene ha fibre sintetiche all’interno che ad ogni lavaggio vengono in parte disperse nell’acqua di lavaggio e finiscono poi per inquinare, per cercare di arginare questo problema esistono delle sacche apposite in cui inserire i capi che catturano le microfibre ma il problema alla base sussiste!

E quindi come fare? Scegliendo abbigliamento realizzato il più possibile con fibre naturali: cotone, bamboo, canapa, lino etc! Esistono adesso tantissimi brand che producono questa tipologia di abbigliamento sostenibile e sono davvero bellissimi i loro capi, hanno colori meno sgargianti perché prediligono anche tinture naturali, i costi sono leggermente più alti rispetto a quelli che siamo abituati a leggere sui cartellini, ma il punto in questo caso è: acquisto quando ho bisogno, non acquisto per moda.

Con questo il mio suggerimento è di non fare uno scatolone con tutti i vostri abiti vecchi e passare a nuovi capi sostenibili dall’oggi al domani, cercate magari di chiedervi quando passate davanti ad una vetrina se davvero avete bisogno di quello specifico capo o potete utilizzarne uno simile che avete già a casa, utilizzate i vostri e se davvero non vi piacciono più prima di buttarli se sono ancora in buono stato potete donarli a chi ne ha bisogno.

Vi lascio qui qualche esempio di abbigliamento eco:

Two Thirds un brand spagnolo che produce in Portogallo, molto attento alla filiera dei propri capi e con un occhio di riguardo per la salvaguardia degli oceani.

Casagin: brand 100% italiano dedicato alla biancheria intima

Altra moda Vestire Bio: e commerce in cui potete trovare molti capi per uomo, donna, bambini

Cashmereefolie: maglificio 100% italiano che realizza maglioni in cotone, lana e cashmere anche da personalizzare

Par.co Denim: brand 100% italiano che realizza capi in denim stupendi

Nikin Clothing: brand svizzero che realizza capi casual per uomo donna e accessori per bambini, per ogni capo acquistato viene piantato un albero!

Vi ringrazio per aver letto tutto l’articolo e spero che queste mie parole possano essere uno sprone per cambiare qualche piccola abitudine anche nella vostra quotidianità!

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