Perché viaggiare con un bambino piccolo?

Perché viaggiare con un bambino piccolo?

Questa primavera ho fatto un viaggio, a dir poco stupendo, nel magico Giappone.
Oltre alle mille meraviglie di questo paese mi è capitato di vedere diverse famiglie che giravano  con bimbi piccoli. Li vedevo in fascia, nel passeggino o intenti nel fare scalini mano nella mano alla mamma o al papà. Mi è capitato di parlare con i genitori, entusiasti di vivere questa esperienza con i propri figli. Così ho pensato di raccontarvi perchè viaggiare con un bambino piccolo dal punto vista psicologico.

Spesso la paura fa evitare situazioni che potrebbero dare un’immensa ricchezza a grandi e piccini.

Perché viaggiare con un bambino piccolo: quali i benefici?

viaggiare con i più piccoli

Perché scoprire il mondo permette di conoscere usanze e tradizioni, permette di capire che non tutti siamo uguali ma ci possiamo volere bene. Perché viaggiare con i bambini è divertente, perché vedere le cose con i loro occhi è magico.

Perché la vita è fatta di bisogni fondamentali per il benessere fisico (mangiare, bere, dormire…) e di esigenze per lo sviluppo del benessere psicologico. Tra queste troviamo la necessità di realizzare rapporti umani validi e di vivere situazioni che incentivino la curiosità e la fantasia.

Elementi fondamentali per lo sviluppo e la strutturazione dell’identità. Il viaggio rientra indubbiamente tra queste.

Sicuramente è impegnativo, ma se ci si organizza portando da casa quello che serve e scegliendo mete adatte alle esigenze di tutti, si rimarrà stupiti dalla capacità di adattamento dei più piccoli, è fondamentale dar loro fiducia. Non permettiamo a noi stessi di usare la loro presenza come motivazione per coprire paure e ansie di noi adulti, loro sapranno godersi la vacanza se i grandi saranno i primi a essere sereni e non stressati.

Ricordiamo sempre che i bambini stanno bene quando i genitori sono felici

quindi se la coppia ama viaggiare non deve limitarsi con la “scusa” del bambino, ma anzi usarla come una ragione in più per fare le valigie e partire. Allo stesso modo se una coppia non ama viaggiare non deve sentirsi obbligata a farlo.

Perché viaggiare con un bambino piccolo: se poi non ricorderà nulla?

viaggiare con i più piccoli

E’ vero che i ricordi della prima infanzia non sono limpidi e chiari, che probabilmente non riusciranno a ricordare l’immagine di quel posto visitato, ma ne avranno memoria. Ossia porteranno con loro il vissuto, gli affetti, uniti a quella situazione. E’ tutto ciò che risiede in quello che noi psicologi definiamo inconscio.

E’ importante che la curiosità del bambino venga stimolata quotidianamente nelle diverse attività che si svolgono. Prima del viaggio potrebbe essere bello sfogliare insieme un libro sul paese che si andrà a visitare e osservare insieme le diverse cose che si potranno vedere.

Leggi anche – Perché viaggiare? Quella sensazione che ti riempie di energia

La fatica è tanta, è vero, nello stare dietro ai suoi ritmi pappa-nanna da piccolo, corrergli dietro quando inizia a camminare, mantenere la calma davanti ai suoi “capricci”. Ma onestamente, non fareste le stesse cose a casa? Quello che cambia è che siete in vacanza, che probabilmente sarete in due h 24, cosa che spesso non succede nella quotidianità, che gli correrete dietro sulla spiaggia anziché al parchetto sotto casa, che placherete il suo puntare i piedi causato, da stanchezza-fame-noia, con la vista su una città da esplorare e non davanti alle corsie del supermercato.

E sui ritmi da seguire, beh, ricordiamoci che spesso sono i ritmi lenti dei bambini a farci assaporare a pieno le cose e non i nostri ritmi frenetici.

viaggiare con i più piccoli

Vi consiglio di visitare i blog dei miei amici Elisa e Luca, Francesca e quello di Fabio e Giulia che oggi sono addirittura in 5, che con i loro consigli rendono tutto meno impossibile.

 

“E’ vero che viaggiare con un bambino non è esattamente la stessa cosa che viaggiare senza. Così come viaggiare con un marito non è uguale a viaggiare con un’amica, e viaggiare con altre coppie non è come viaggiare da soli. E viaggiare con le mestruazioni non è come viaggiare senza.”
[Milena Marchioni]

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