Recensione “La misura della felicità” di Gabrielle Zevin

Recensione "La misura della felicità" di Gabrielle Zevin

Oggi vi voglio parlare di un libro che mi è stato regalato un paio di anni fa al mio compleanno, ed è “La misura della felicità” di Gabrielle Zevin, edito in Italia da Editrice Nord.

Recensione “La misura della felicità” di Gabrielle Zevin

Un libro con una trama semplice, ma non banale, che arriva dritto al cuore del lettore.

“La misura della felicità” di Gabrielle Zevin: la trama

Il libro “La misura della felicità” parte presentandoci A.J Fikry, un burbero libraio di Alice Island, messo a dura prova dalla vita. L’improvvisa scomparsa della moglie l’ha reso un uomo scontroso, mal sopporta gli abitanti dell’isola e non riesce ad accettare il fatto che l’industria libraria stia cambiando proponendo dei generi che non rientrano nei suoi interessi. Quella piccola libreria infatti, è stata creata insieme alla moglie, quindi per lui non aveva più senso di esistere.

Un giorno la sua vita verrà stravolta: una misteriosa donna abbandonerà la sua bambina proprio nella biblioteca lasciando un biglietto per il librario. La bambina di soli due anni, si chiama Maya, e da subito conquisterà il burbero A.J., ed è proprio grazie a lei che cambierà modo di vedere la vita ed inizierà ad apprezzare anche le novità in fatto di libri. La adotterà e scoprirà la felicità di essere padre e trasmetterà a sua figlia l’amore per i libri e la lettura, Maya dal canto suo lo aiuterà a riaprirsi al mondo e soprattutto a riaprire le porte del suo cuore.
Il romanzo non ci parla solo di loro due, ma anche di altri personaggi che intrecciano le proprie storie con quelle di A.J. e Maya. Anche se i personaggi vengono descritti poco, alla fine del libro ci si accorge che ci siamo affezionati a loro. Personalmente ho trovato Il finale un po’ affrettato anche se molto triste e commovente, ma ovviamente è solo un mio parere personale.

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Recensione "La misura della felicità" di Gabrielle Zevin

“La misura della felicità:  come rinascere dal dolore

Una storia che trasmette dolcezza, ma anche malinconia, raccontata dall’autrice con una scrittura delicata e molto lineare. Un romanzo onesto che tramite i vari salti temporali cerca di raccontare come si può rinascere dal dolore, trasmettendoci speranza e facendoci vedere come si può ritornare a vivere grazie ai libri.
I veri protagonisti alla fine sono i libri e la lettura, infatti la storia di per sé non è innovativa, ma penso sia importante per noi che leggiamo avere un romanzo che abbia come protagonisti proprio loro, perché penso che i libri abbiano una grande importanza nella vita di tutti noi e che tante volte sono loro a scegliere noi e non il contrario.

Cosa ne penso di “La misura della felicità”

Ho apprezzato molto che siano state inserite all’inizio di ogni capitolo delle annotazioni che il librario faceva per la propria figlia per suggerirle delle nuove letture, ed è come se queste annotazioni le facesse direttamente al lettore.
Un libro le cui parole toccano il cuore, che ci fa capire quali sono le cose importanti della vita e come misurare o meno la felicità.
Consiglio di leggerlo perché ci fa capire che tutti noi abbiamo la possibilità di cambiare e di essere felici, basta solamente non smettere di crederci, perché anche se la vita non è facile arriverà la nostra “misura della felicità”.

Una piccola perla, a mio parere, che non può mancare sul nostro comodino.

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