Vulvodinia: cos’è? Si può guarire?

vulvodinia

Una donna su sei soffre di vulvodinia. Ma non tutti sanno di cosa si tratta. E quindi…

Vulvodinia: cos’è? Si può guarire?

Vulvodinia: di cosa si tratta?

La vulvodina è un dolore cronico, cioè che dura da almeno 3 mesi, localizzato nell’area vulvare.
La percezione del dolore varia e viene descritta come una sensazione di puntura di spilli, come bruciore o escoriazione, fino alla sensazione di una coltellata. Il dolore può essere associato ad altri sintomi: sensazione di secchezza, di tensione o di gonfiore.

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Si tratta in realtà di un vocabolo che include un ampia varietà di condizioni, ma tutte con un sintomo comune: il dolore cronico.

Il dolore può essere:
• continuo
• intermittente
• episodico (spesso esacerbato dalla fase premestruale)
• spontaneo
• provocato: manifestandosi in seguito ad uno stimolo tattile (contatto con gli indumenti, visita ginecologica, rapporti sessuali)

La vulvodinia può essere generalizzata o localizzata.

Nel caso di vulvodinia generalizzata il dolore viene avvertito in tutta la vulva o in diversi punti della stessa. Il dolore è spontaneo e relativamente costante ma vi sono in genere periodi di sollievo.

La vulvodinia localizzata viene riferita in un punto preciso della zona vulvare. Se il dolore è localizzato nel vestibolo, ossia il tessuto che circonda l’introito vaginale, la diagnosi è di vestibolodinia. Per gran parte delle donne affette da vulvodinia localizza il dolore in questa zona si fa sentire solo al tatto o alla pressione. La forma più rara è la clitoridodinia, dolore alla clitoride che è una tra quelle riferite come più dolorose.
La maggior parte delle donne sperimenta in maniera esclusiva o la forma localizzata o quella generalizzata, laddove invece si riconosca in ambedue le categorie si parla di vulvodinia mista.

Ma è un disturbo raro?

La vulvodinia non è un disturbo raro. Secondo gli studi più recenti ne soffre il 15% delle donne in età fertile, 14 milioni di donne prima o poi soffrono di vulvodinia.
La prevalenza di vulvodinia è sottostimata poichè molti professionisti sanitari pensano che il problema sia di natura psicologica o in ogni caso lo considerano relativamente poco importante, poichè non sono stati adeguatamente preparati sul tema. Inoltre circa il 40% di donne con questo disturbo scelgono di non parlarne con un professionista, chi sceglie di farlo nella maggior parte dei casi consulta tre o più specialisti prima di ottenere una diagnosi corretta.
Pur essendo una patologia frequente, può rimanere non diagnosticata e non curata per anni.

Da cosa è causata?

Non è un disturbo psicologico ma biologico cioè fisico, la donna non inventa il dolore come a volte si sente ancora dire.
Le cause non sono ancora del tutto chiare ma grazie ai continui sforzi della ricerca ci siamo sempre di più avvicinando a comprenderle.
Ciò che può contribuire a causare la vulvodinia è:
• un ipertono dei muscoli del pavimento pelvico
• un danno o un’irritazione dei nervi che trasmettono il dolore
• un aumento del numero e della sensibilità delle fibre nervose che rilevano il dolore

Quali sono le conseguenze?

Il dolore vulvare può essere invalidante, può portare cambiamenti nella vita delle persone rendendo a volte difficile lavorare, dormire, socializzare o affrontare altre attività quotidiane. Può causare stress e stati ansiosi che possono riflettersi sulla vita di coppia.
La sessualità viene limitata, nel 50% dei casi vi è un’impossibilità ad avere rapporti.

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Se pensi di soffrire di vulvodinia:

Informati: su articoli scientifici o scritti da professionisti sanitari
Cerca un professionista sanitario esperto
Ascolta il tuo corpo e che cosa ti comunica: in modo da poter comunicare poi informazioni precise sul disturbo (localizzazione del dolore, tipo di dolore, intensità, andamento durata e frequenza, sintomi associati, ripercussioni sulla sfera emotiva sociale e sessuale)

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Si può guarire?

La vulvodinia deve essere diagnosticata da un professionista sanitario preparato sul tema del pavimento pelvico e della sessualità. Non tutti i ginecologi sono preparati per porre diagnosi a questa disturbo.
Nel caso in cui si soffra di dolori di questo tipo è importante recarsi da un’ostetrica, un ginecologo o un uro-ginecologo, esperti di vulvodinia. Il miglior approccio è quello multidisciplinare, in cui diversi professionisti, con competenze diverse seguono in parallelo la persona e si confrontano sulle modalità di cura attuate:
• ostetrica
• ginecologo
• medico di base
• osteopata
• psicologa

Il trattamento deve essere scelto su misura per ogni singola donna; nel rispetto della sua individualità dei suoi tempi e delle sue sensazioni. Con questa modalità multidisciplinare e rispettosa si può guarire da questo disturbo.

Per approfondire: Fondazione Graziottin
Per trovare un professionista esperto: Associazione Viva

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